| FESI 2026 |
È notizia diffusa che il FESI 2026 sarà in pagamento con la busta paga di giugno.
Ogni anno abbiamo aspramente criticato le modalità di ripartizione per le penalizzazioni riservate in maniera sistematica ai forestali. Quest’anno, invece, riconosciamo un netto miglioramento nei criteri che determineranno l’erogazione pro-capite delle spettanze.
Premesso che non siamo d’accordo con la scelta di impostare il riconoscimento del FESI su base oraria, accogliamo con favore le migliorie apportate nonostante a nostro avviso servirebbero diversi ritocchi (riconoscimento dei NIPAAF, indennità per comandi interinali in assenza dei presupposti, compensazioni di alcune fattispecie) con qualche indennità opinabile a confronto con altre, ma l’assenza di differenze macroscopiche fra Ruoli ci fa guardare con favore al FESI 2026, ritenendo siano stati fatti grandissimi passi in avanti.
Anche aver individuato dettagliatamente le assenze che non incidono sul conteggio è un altro indiscutibile successo, soprattutto dopo il caos dello scorso anno in cui scrivemmo al Ministro Crosetto, visto quanto stava accadendo a causa della superficialità di coloro che autodefinendosi (ancora oggi lo fanno!) professionisti nella materia firmarono frettolosamente un documento lacunoso.
Sarà un caso ma quasi tutte le modifiche apportate riguardano le doglianze che Asso.Mil. ha sempre lamentato e in considerazione che i soliti interpreti (professionisti?) per anni hanno confermato come la pensassero, prima da delegati cocer poi da sindacalisti, riteniamo che sia merito di un’amministrazione che è riuscita a far tesoro delle nostre rimostranze, come testimoniato da anni di vertenze portate avanti in completa solitudine.
L’avvento dell’attuale Comandante Generale pare stia segnando un positivo cambio di rotta anche nella considerazione ricevuta dai forestali: se da una parte non possiamo che essere soddisfatti da questa nuova epoca, dall’altra ci chiediamo quale reale autonomia possano avere le apcsm che si lasciano influenzare dal vertice di turno, come sembra avvenire.
Perché oggi può anche andare bene… ma domani?
| Rinnovo contrattuale: i riscontri ai nostri timori |
Nel precedente comunicato avevamo esternato come l’ostracismo alla firma di alcune apcsm potesse nascondere secondi fini, ben celati dalla scarsità delle risorse economiche messe a disposizione.
Purtroppo pare che altri partecipanti al tavolo del rinnovo contrattuale la pensino esattamente come noi, argomentando nel dettaglio quali danni si verrebbero a creare nel ritardare una firma che, contrariamente a quanto avvenuto sinora, potrebbe essere apposta prima dello scadere del triennio, con discreti risvolti positivi anche dal punto di vista economico.
I “professionisti” sembra riescano a parlare solo in termini economici, non riuscendo a portare al tavolo altri aspetti del rinnovo che, alcuni anche a costo zero, potrebbero migliorare notevolmente la vita lavorativa degli appartenenti al Comparto.
Negoziare un rinnovo contrattuale non si riduce alla mera ripartizione delle risorse, tanto meno significa creare conflittualità con colleghi sindacalisti delle Forze di Polizia ad ordinamento civile con dichiarazioni biasimevoli che, oltre a denunciare la scarsa conoscenza delle altrui organizzazioni, palesano un livello di presunzione a dir poco preoccupante.
L’infausta scelta di separare i tavoli di contrattazione continua a fare danni, indebolendo il fronte sindacale.
Nel nostro piccolo abbiamo offerto un notevole contributo per poter affrontare argomenti utili a tutti, addirittura arrivando alla CEDS, ma molti dei titolari al tavolo sembrano più interessati a contrattare i propri benefit e a cercare di superare indenni il prossimo ottobre…

