Da diverse segnalazioni sul territorio, parrebbe che un’altra apcsm tenti di trattenere forzatamente gli iscritti non per il valore della tutela, ma tramite un ignobile ricatto giuridico ed economico. L’organizzazione avrebbe proposto ricorsi millantati come “gratuiti”, salvo poi presentare un conto salatissimo in caso di revoca dell’iscrizione: spese legali retroattive e indefinite, nascoste dietro fumose clausole contrattuali.
Un modus operandi speculativo di sconcertante pochezza che, sfruttando la nota lentezza della giustizia amministrativa, punta a un vero e proprio tesseramento coatto. Il paradosso economico è grottesco: a causa dei tempi biblici dei tribunali, il lavoratore è costretto a pagare le quote associative per anni, magari per ristori minimi. Un insulto alla buona fede dei colleghi.
Nei ricorsi collettivi la parcella deve essere trasparente e definita nel dettaglio sin dall’inizio, proprio per evitare quelle opacità contrattuali che ci vengono costantemente segnalate.
A questa miseria contrattuale si aggiunge la pochezza politica di certi dirigenti della medesima sigla che, preferendo la via del compiacimento e degli omaggi personali, cercano la benevolenza dei vertici anziché un confronto paritetico. Un modo di fare sindacato che qualifica da sé lo spessore etico di chi lo pratica.
Le relazioni sindacali si fondano sul rispetto istituzionale e sulla fermezza delle idee, non sulle captazioni di simpatia per imbonirsi la linea gerarchica. I diritti si difendono con il peso degli argomenti, non con la diplomazia delle cortesie personali.
Noi di Asso.Mil. facciamo sindacato per tutti, nessuno escluso.
Non abbiamo bisogno di ricattare il personale con clausole capestro, né di compiacere i vertici per esistere. A parlare per noi sono i fatti storici ottenuti anche in sede europea, dove la determinazione di Asso.Mil. ha portato alla clamorosa condanna dell’Italia da parte del CEDS per la mancata previdenza complementare. Una vittoria epocale a beneficio dell’intera categoria, non di una singola bottega.
Asso.Mil. invita i colleghi a pretendere chiarezza e a rifiutare logiche di dipendenza contrattuale. La libertà di iscriversi e di disdire è un diritto sacrosanto. L’etica, l’indipendenza e la libertà rimarranno sempre i nostri pilastri irrinunciabili.

Comunicato n. 18 del 2026
Ricatti sindacali
