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RINNOVO CONTRATTUALE

Nel mese scorso sono stati avviati i lavori per il rinnovo contrattuale relativo al triennio 2019-2021.
Nell’incontro del 14 maggio, il Governo ha formulato ai Sindacati di polizia ed alla Rappresentanza militare una ipotesi di accordo giudicato irricevibile, poiché prevedeva un rinnovo su base percentuale addirittura inferiore a quello proposto ai lavoratori del Pubblico Impiego, annullando di fatto la specificità del Comparto.
La trattativa potrebbe essere lunga ma confidiamo nella sensibilità e nella capacità dell’esecutivo di valutare appieno il sacrificio delle Donne e degli Uomini in divisa, anche in questo particolare momento storico, caratterizzato dalla gravissima emergenza epidemiologica e dalla conseguente crisi economica; la storia insegna che i crolli finanziari sono sempre caratterizzati da manovre finanziarie speculative e impennate dei prezzi al consumo, che erodono il potere di acquisto di stipendi sempre più in affanno.

IL SINDACATO VERO

Chi ha subito la militarizzazione forzata derivante dall’assorbimento del CFS nell’Arma dei Carabinieri dovrebbe ricordare come si schierarono le Rappresentanze Militari in merito. Posizioni senz’altro legittime, dal loro punto di vista e per il ruolo di supporto ai vari livelli di Comando che la rappresentanza tutt’ora svolge; atteggiamento però che non fu gradito né condiviso dai Forestali già allora, e ancor meno oggi.
Dopo oltre quattro anni e dopo vere e proprie guerre al ribasso per livellare i Forestali alle restrizioni del mondo Militare, anziché provare a mutuare le importanti conquiste ottenute in anni di confronti sindacali, oggi vediamo novizi sindacalisti allettare con chissà quali promesse chi pare avere una scarsa memoria storica o – peggio – aver rinnegato il proprio passato.
Viene da chiedersi se è realmente conosciuto cosa sia il Sindacato, quello vero, da chi ha appoggiato la militarizzazione coatta di altri colleghi, da chi non ha fatto niente per provare a mantenere le precedenti condizioni lavorative dei Forestali e non si è battuto per evitare i ripetuti atteggiamenti discriminanti.
Ma ancor più viene da chiedersi come ex Forestali, magari anche con trascorsi da dirigente sindacale, possano cedere a lusinghe basate su chiacchiere di circostanza o per mero opportunismo.

ASSOMIL INCONTRA IL COMANDANTE ARMA

E’ stato fissato un incontro fra una delegazione ASSO.MIL. ed il Sig. Comandante dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Teo Luzi che avverrà nella mattinata del prossimo 14 giugno.
Gli argomenti da porre all’attenzione del Comandante sono talmente tanti che il tempo messo a disposizione non sarà sicuramente sufficiente; cercheremo comunque di focalizzare l’attenzione su tematiche di interesse comune per i Forestali – ma non solo – a partire dalla mobilità ingessata e dalle sperequazioni subite, comunque senza dimenticare nessun Ruolo, coscienti di essere portatori di interessi collettivi. Consapevoli che si tratterà di un primo approccio in attesa della tanto agognata Legge che regolamenti le Relazioni Sindacali, ci faremo promotori di un progetto finalizzato al miglioramento delle condizioni lavorative di tutto il Personale per renderci parte attiva nel processo di ammodernamento
dell’Amministrazione, imprescindibile per stare al passo con i tempi di una società che spesso pone i militari in posizioni anacronistiche.

ASSONANZE FUORVIANTE

Sembra che molti colleghi, a causa di una similitudine del nome, confondano ASSO.MIL. con un’altra associazione a cui è stato revocato l’assenso del Ministero della Difesa.
ASSO.MIL. è pienamente titolata a svolgere attività sindacale, avendo ricevuto il previsto assenso, come d’altra parte testimonia anche l’incontro che ci sarà a breve con il Sig. Comandante Generale Arma.