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Il sindacato al contrario

In un incontro tenutosi a Palazzo Chigi tra il Governo e i Sindacati del Comparto Sicurezza e Difesa, lo scorso 9 dicembre sembra sia stato definitivamente chiarito che l’ipotesi di innalzamento dell’età pensionabile per gli appartenenti al comparto diventerà legge con la prossima finanziaria (fonte La Repubblica).
Pochi dei Sindacati presenti hanno divulgato la notizia, alcuni lamentando la mancata risposta ad esplicita domanda in materia da parte degli esponenti del Governo presenti. Probabilmente la maggior parte dei Sindacati intervenuti ha scelto un “silenzio strategico” confidando in un improbabile colpo di coda dell’ultimo momento.
I più maliziosi potrebbero pensare che la spiegazione più vicina alla realtà risieda nel timore di non saper spiegare come non siano riusciti a contrastare una così importante variazione e come non siano riusciti ad ottenere in cambio niente più che fumose promesse da un Governo che in campagna elettorale aveva offerto ben altre rassicurazioni.
Il repentino innalzamento dell’età pensionabile offre la dimensione della forza sindacale in un panorama tanto variegato quanto opinabile. Non riuscire ad ottenere risposte chiare ed univoche già dovrebbe far capire la considerazione ricevuta dalla politica. Ma non riuscire a far avviare il rinnovo di un contratto già scaduto da un anno, non riuscire a garantire risorse per l’avvio della previdenza complementare prevista già dal lontano 1995, non riuscire a far stanziare risorse adeguate per gli emolumenti accessori sono solo alcuni degli elementi che sanciscono la debolezza derivante dall’eccessiva frammentazione sindacale o, peggio, denunciano inadeguatezza nelle competenze e nella dedizione.
In uno scenario caratterizzato dalla rivendicazione delle varie “liste della spesa” presentate un po’ da tutti gli intervenuti, sembrerebbe che nessuno si sia ricordato (come sempre d’altronde!) dei Forestali ma qualcuno non si è lasciato sfuggire l’occasione per proporre variazioni finalizzate a singoli interessi.
Dopo i tanti e variopinti epiteti attribuiti ai colleghi da più “sindacalisti”, dopo richieste tese a favorire gli interessi dei distaccati sindacali, dopo promesse di buoni acquisto in cambio di iscrizioni non sentivamo il bisogno di proposte di modifiche normative ad personam presentate direttamente al Governo… ma tant’è!
Il tanto discusso libro del generale Vannacci potrebbe essere un suggerimento per scriverne uno su “il sindacato al contrario”, atteso che sembrano smarrirsi troppo facilmente gli interessi collettivi in favore dei singoli.

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