| FESI 2026: perseverare diabolicum est? |
Lo scorso 8 maggio il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha comunicato la formale trasmissione al Ministro della Difesa del decreto inerente i criteri di ripartizione delle risorse del FESI 2026, informando che non ci saranno differenze sostanziali rispetto a quanto avvenuto lo scorso anno.
Alcune delle sigle rappresentative hanno rilasciato dichiarazioni in merito agli accordi, chi rivendicando un presunto successo avendo replicato lo schema dello scorso anno, chi garantendo l’estensione del beneficio ad altre fattispecie, chi preannunciando la sottoscrizione per senso di responsabilità ma non di condivisione (???), chi sostenendo la propria contrarietà all’impianto anticipando la mancata firma (ogni tanto sprazzi di coerenza).
Di fatto non è dato sapere cosa sia fisicamente previsto anche grazie alla mancata divulgazione del testo dell’accordo, forse per fornire il “pacco” al personale quando oramai non sarà più possibile apportare modifiche e si potranno accampare giustificazioni di circostanza.
Non dimentichiamoci come lo scorso anno per poter leggere il decreto firmato dovemmo addirittura scrivere al ministro, quasi a palesare una volontà omertosa propedeutica a far scemare il malcontento generatosi.
Vedremo se anche quest’anno ci saranno le solite penalizzazioni per i forestali o verranno infinocchiati con le consuete briciole. Vedremo se qualcuno si sarà posto il problema di riconoscere una forma di indennizzo a chi, contrariamente a quanto previsto dagli ordinamenti vigenti, viene chiamato a svolgere mansioni superiori (comando interinale) da figure non previste, situazione addirittura evidenziata con specifici allert dal memoriale.
Aspettiamo di leggere il decreto e la relativa nota esplicativa per tirare le somme ma non ci aspettiamo niente di buono atteso che non sembra siano state corrette le criticità emerse lo scorso anno e, semmai possibile, sembrerebbe se ne siano aggiunte altre.
| Buoni pasto: quando i miopi non pensano |
Ciclicamente torna in auge l’argomento buoni pasto percepito in alcuni reparti forestali, probabilmente perché qualcuno ipotizza un presunto trattamento di favore riservato agli appartenenti alla specialità.
Infatti in molti credono che avere a disposizione un titolo spendibile in sostituzione del TAG rappresenti un vantaggio, ritenendo che con 7 euro si riesca a sostenere il costo necessario per un pasto completo (primo, secondo, contorno, pane e acqua) come previsto dai regolamenti in vigore, senza che necessitino implementi di spesa per i singoli.
Sull’argomento più di una volta si è cercato di far capire che il BP è un compromesso gradito al personale e un indiscutibile vantaggio per l’amministrazione che, nel confronto con le altre forme di TAG, eroga un emolumento con netto risparmio rispetto ai costi da sostenere per mense, convenzioni o catering. Discorso a parte sono i “punti cottura” che, a nostro avviso, comportano una serie di complicazioni e rischi da determinarne l’assoluta antieconomicità.
Ma pare che il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, forse sollecitato dai soliti miopi non pensanti, sia di diverso avviso avendo chiesto spiegazioni sulla “differente erogazione del TAG tra reparti CC e CCFOR” come se i Forestali godessero di benefici negati ad altri. A meno che, ma nutriamo seri dubbi, il reale intento sia quello di dare anche ai forestali un effettivo quanto improbabile TRATTAMENTO ALIMENTARE GRATUITO completo con gli stessi costi del singolo buono pasto: diversamente ci sarebbero molti interrogativi da porsi.
Nel caso auspichiamo l’organizzazione di seminari sul “come fare la spesa” visto che lo step successivo (preparazione e cottura) è stato già effettuato.

