Oggi ricorre l’anniversario della fondazione del Corpo forestale dello Stato. Una ricorrenza vissuta con profonda riflessione da Asso.Mil., APCSM a forte trazione e memoria forestale, focalizzata sul presente e sul futuro del personale appartenente alla specialità forestale dell’Arma dei Carabinieri.
Mentre presso il MASAF ieri si è celebrata l’inaugurazione di un monumento dedicato al Forestale, alla presenza dei vertici ministeriali e istituzionali, questa sigla ritiene doveroso riportare l’attenzione dalle cerimonie formali alle criticità quotidiane di chi indossa l’uniforme. Constatiamo come l’inaugurazione di un’opera scultorea catalizzi una tempestiva centralità nelle agende dei vertici, mentre le richieste sul benessere del personale in carne e ossa faticano a trovare lo stesso spazio istituzionale.
Rileviamo una evidente asimmetria tra l’attenzione riservata alle esigenze delle sedi di vertice e la gestione delle risorse destinate ai lavoratori. Mentre nella storica sede di via Carducci si assiste a continui rinnovi di arredi nei piani direzionali, che sollevano inevitabili riflessioni sull’ordine di priorità nell’impiego dei fondi pubblici, il personale si trova ad affrontare carenze infrastrutturali e igienico-sanitarie. Questo orientamento dei flussi finanziari risulta drammaticamente incoerente se rapportato alla contestuale soppressione di presidi assistenziali essenziali, come l’infermeria presidiaria del CUFA, e al mancato finanziamento di quei progetti di welfare, sempre promessi e mai realizzati, che dovrebbero invece rappresentare la reale priorità di spesa per la tutela e il benessere della base.
Anche la gestione logistica quotidiana alimenta un profondo senso di frustrazione tra il personale, sempre più propenso a percepire disparità diffuse e ripetute. In questo quadro di diffuso malumore, l’ultimo esempio emerge da un recente comunicato UNFORCED, le cui segnalazioni circa l’uso per vetture private degli stalli di sosta del CUFA – formalmente riservati ai mezzi istituzionali – sembrano sostenere la presenza di una questione di rango. Una dinamica che, nel caso specifico, aggrava il disagio di quanti affrontano quotidiani sacrifici con i trasporti pubblici o la ricerca di parcheggio per recarsi al lavoro, generando la percezione di una netta disparità di trattamento.
Analoga distanza dalle reali priorità emerge dalla tre giorni di lavori svolta in Abruzzo, dove i partecipanti erano in gran parte provenienti dal CUFA. La scelta di operare fuori sede, in presenza di concrete alternative logistiche che avrebbero ridotto drasticamente l’impiego di risorse pubbliche, rafforza la sensazione di abbandono del personale. I lavoratori avvertono con crescente amarezza come non vi siano limiti per determinate voci di spesa straordinaria, mentre vengono percepite costanti restrizioni quando si tratta di migliorare le loro condizioni lavorative. I rigidi principi di spending review – storicamente richiamati nel percorso di riorganizzazione che ha interessato il Corpo forestale di cui si commemora la memoria con un monumento – appaiono così applicati con criteri non sempre uniformi.
I Forestali risentono ancora delle complessità di una gestione amministrativa derivante dalla militarizzazione, che grava sulla gestione quotidiana e sulla mobilità.
Le Istituzioni dimostrino di volerli onorare non con monumenti isolati, ma restituendo diritti, dignità e standard lavorativi adeguati a chi difende l’ambiente in prima linea.

Comunicato n. 20 del 2026
Anniversario CFS: tra celebrazioni formali e disagi reali del personale
