Testata Comunicati

Comunicato n. 19 del 2026

Congresso Asso.Mil.

Nella splendida cornice del Circolo Ufficiali Pio IX di Roma, si sono tenuti a Roma i lavori del 2° Congresso Nazionale di ASSO.MIL.. L’assise che ha riunito i quadri dirigenti nazionali e territoriali della sigla autonoma, si è focalizzata sulle prossime sfide normative e previdenziali del comparto Difesa e Sicurezza, alla presenza dei Capi degli Uffici Relazioni Sindacali dei Vertici Militari e del costituzionalista Avvocato Egidio Lizza.
Nel corso del congresso, la Segreteria Generale di ASSO.MIL. ha rivendicato l’indipendenza e l’efficacia del proprio modello d’azione, ponendo al centro la storica vittoria davanti al Comitato Europeo dei Diritti Sociali (CEDS) sulla previdenza complementare negoziale. È stato evidenziato come l’associazione sia riuscita a scardinare un immobilismo decennale a tutela di tutto il personale, iscritto e non, dimostrando che la lungimiranza dell’azione giuridica e una mentalità sindacale profonda – figlia dell’esperienza maturata sul campo nel mondo Forestale – abbiano scardinato un immobilismo decennale. Un percorso pionieristico e coerente avviato anni fa che oggi, finalmente, costringe le istituzioni a capitolare e a dare risposte concrete.
Proprio in queste ore, infatti, lo Stato sta cominciando a muoversi: il Governo ha formalmente convocato le rappresentanze sindacali per il prossimo martedì 13 ottobre 2026 presso il Dipartimento della Funzione Pubblica. Un tavolo tecnico che dà attuazione agli impegni specifici assunti dall’Esecutivo a margine dell’ipotesi di rinnovo contrattuale siglata lo scorso 15 luglio e di cui ASSO.MIL. rivendica con orgoglio la paternità morale e giuridica di questa accelerazione istituzionale: la convocazione del 13 ottobre non è una gentile concessione, ma il frutto diretto della nostra vittoria al CEDS e del lungo cammino di pressione legale e sindacale intrapreso dalla nostra sigla quando nessun altro credeva in questa battaglia.
I quadri direttivi hanno marcato una netta separazione dal sindacalismo di stampo commerciale, rifiutando l’idea di ridurre la tutela a un mero catalogo di servizi o convenzioni private a pagamento. Per ASSO.MIL. la protezione di chi indossa un’uniforme è un diritto intrinseco che lo Stato deve garantire istituzionalmente, motivo per cui l’azione futura si concentrerà su tre istanze chiare: l’effettivo avvio della previdenza complementare, il risarcimento del danno da ritardo per i colleghi penalizzati e tutele concrete per il rischio professionale.
I quadri direttivi di ASSO.MIL. hanno infine confermato i propri valori identitari: totale apartiticità, trasparenza amministrativa e assenza di vincoli o penali retroattive sulle revoche, per garantire una libertà associativa reale e consapevole a tutti i militari del comparto.

Arretrati contratto – uno stallo a carico del personale

Sul fronte economico, ASSO.MIL. fotografa con preoccupazione lo stallo successivo all’ipotesi di accordo dello scorso 15 luglio, portando alla luce un paradosso speculativo che rischia di danneggiare unicamente il personale. Da un lato si registra l’immediato appiattimento delle sigle firmatarie, la cui spinta rivendicativa si è bruscamente spenta l’indomani della firma, lasciando che le lungaggini burocratiche ministeriali congelino i diritti economici dei lavoratori. Dall’altro lato, si palesa il concreto rischio di una speculazione politica da parte di quelle sigle che, non avendo sottoscritto l’accordo, possono o potranno strumentalizzare questi ritardi per meri calcoli di bottega legati al tesseramento, offrendo una sponda per convalidare a posteriori le proprie tesi sul rifiuto della firma. Questa doppia dinamica dimostra come la tutela reale della base sia rimasta orfana nei tavoli contrattuali tradizionali, schiacciata tra l’immobilismo di chi ha già firmato e l’opportunismo tattico di chi trae giovamento dal prolungarsi dei ritardi. Per ASSO.MIL. resta invece l’assoluta urgenza di corrispondere gli arretrati contrattuali prima del nuovo anno, garantendo la messa a regime dei nuovi stipendi dal 2027 ed evitando il rischio tecnico che le somme stanziate scavallino l’anno finanziario della imminente Legge di Bilancio, con un conseguente e inaccettabile deprezzamento del potere d’acquisto per le donne e gli uomini in divisa.