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Comunicato n. 23 del 2026

Adeguamento ISTAT dirigenti: la tutela viaggia a due velocità

In queste settimane assistiamo a una vera e propria rincorsa, da parte di numerose sigle sindacali militari, per promuovere ricorsi o diffide formali in merito ai criteri di calcolo dell’adeguamento retributivo annuale ISTAT destinato alla dirigenza militare. Come Asso.Mil., riteniamo doveroso fare chiarezza ed esprimere una posizione ferma, nell’esclusivo interesse della trasparenza e dell’equità sociale all’interno del comparto.
È opportuno ricordare che il personale dirigente (dal grado di Maggiore a salire) beneficia già per legge di un meccanismo di protezione unico: un adeguamento automatico annuale parametrato agli indici ISTAT, che tutela i loro stipendi dalle dinamiche inflative. Eppure, di fronte a un incremento del 2,48% già liquidato con il DPCM 13 luglio 2026, si scatena una mobilitazione massiccia per rivendicare ulteriori ricalcoli e percentuali.
Asso.Mil. dichiara con fermezza che non presterà il proprio fianco a iniziative legali avventate, che rischiano di tradursi in una mera speculazione professionale a carico dei ricorrenti. Non intendiamo trascinare i colleghi in contenziosi seriali dai contorni giuridici palesemente infondati, esponendoli al rischio concreto di subire pesanti condanne alle spese. Riteniamo inaccettabile alimentare false speranze e promuovere azioni temerarie per assecondare le pretese sproporzionate di chi, pur godendo già di solide garanzie e tutele economiche negate al resto del personale, dimostra una totale assenza di solidarietà interna.
Nel frattempo, la stragrande maggioranza del personale sul campo – la truppa, i graduati e i sottufficiali – si trova in una condizione diametralmente opposta. Per questi servitori dello Stato non esistono automatismi annuali: l’adeguamento stipendiale è subordinato a rinnovi contrattuali triennali complessi, spesso tardivi e quasi sempre insufficienti a coprire il reale costo della vita. Una disparità inaccettabile che si riflette in modo emblematico sulle tariffe del lavoro straordinario, ferme al palo e mai adeguatamente ritoccate da oltre vent’anni.
Rileviamo con rammarico come alcune sigle sindacali concentrino oggi la propria veemenza mediatica e legale quasi esclusivamente sulle rivendicazioni economiche della dirigenza. Ci domandiamo dove fosse la stessa grinta e la stessa determinazione quando c’era da pretendere l’erogazione immediata degli arretrati derivanti dall’ultimo rinnovo contrattuale del personale non dirigente, o quando si trattava di denunciare il cronico mancato avvio della previdenza complementare. Un diritto, quest’ultimo, per il quale AssoMil continua a battersi in solitudine a beneficio di tutti i colleghi, senza distinzione di grado.
Dobbiamo purtroppo constatare come le risorse destinate alla tanto decantata “specificità” dello status militare rimangano drammaticamente esigue nei fatti, mentre i fiumi di inchiostro e le risorse legali si concentrano sulla tutela di chi gode già di ampie garanzie.
Asso.Mil. non si presterà mai a logiche di corporativismo o a corse al consenso facile. La nostra missione è garantire che la tutela dei diritti retributivi e previdenziali avvenga in modo armonico e solidale, ponendo al centro dell’agenda sindacale chi ne ha davvero più bisogno.
Continueremo a lottare per una previdenza solida, per il pagamento immediato di quanto spettante e per il riconoscimento economico della reale operatività quotidiana del nostro personale.