| Lettera aperta al Comandante Generale |
Dopo la toccante lettera che lo scorso 25 febbraio il Comandante Generale ha mandato a tutti i Carabinieri, ci siamo sentiti in dovere di scrivere una lettera aperta al Gen. C.A. Salvatore Luongo, disponibile sul nostro sito, per evidenziare quanta distanza ci sia tra la realtà e le Sue aspirazioni.
Siamo profondamente convinti della nobiltà d’animo e della buona fede del Comandante Generale ma anche di come tanti aspetti sfuggano al vertice, soprattutto quando “segnalare i problemi diventa il problema” per una catena di comando a cui spesso sembra resti più facile girarsi dall’altra parte.
| Circolare INPS – adeguamento requisiti pensionistici |
Con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026 n. 28, l’INPS ha fornito indicazioni in merito all’adeguamento dei requisiti pensionistici previsti nella legge di bilancio 2026.
Pur riservandosi di fornire successive indicazioni – non è stato ancora emanato il previsto DPCM che individui le specifiche professionalità a cui le variazioni non si applichino o si applichino parzialmente – l’INPS ha chiarito che per il personale del Comparto Sicurezza e Difesa non sono variati i limiti per la quiescenza determinata dal raggiungimento dei limiti di età, sempreché sia maturato il diritto.
Gli incrementi sulla permanenza lavorativa riguardano sicuramente i requisiti per poter accedere alla pensione anticipata mentre, per avere definitive certezze sull’anzianità contributiva necessaria per la pensione di vecchiaia, dovremo aspettare il DPCM.
| Rinnovo contrattuale |
Come noto, lo scorso 26 gennaio si è formalmente aperto il tavolo di trattativa per il rinnovo contrattuale relativo al triennio 2025/2027.
Quello che non è noto è che, delle quasi 50 sigle convocate, solo una minima parte ha lamentato sin da subito la scarsità delle risorse e l’impossibilità di recuperare il gap inflattivo derivante dal precedente rinnovo, sottoscritto “a fiducia” da sigle che, evidentemente, confidavano molto nelle promesse politiche, assumendosi rischi che adesso potrebbero presentare il conto.
Dopo essersi sperticati nelle lodi dell’esecutivo per l’avvio della negoziazione prima del solito (come se fosse normale sottoscrivere i rinnovi a consuntivo perdendo migliaia di euro di arretrati), qualcuno, ripresosi dalla sbornia da selfie con la classe politica, pare abbia cominciato a ragionare, evidenziando come le risorse messe a disposizione siano del tutto insufficienti a compensare l’attuale inflazione, figuriamoci a recuperare quanto perso con il precedente contratto (ricordiamo che è andato in fumo circa il 10% del potere di acquisto).
Vedremo se anche stavolta riusciranno a prendere le stesse cantonate dell’ultimo rinnovo, in cui molti hanno subito un penalizzante adeguamento IRPEF grazie all’infausta scelta di dirottare oltre il 90% delle risorse sul trattamento fisso, senza prevedere forme di defiscalizzazione mirate.
In democrazia decidono i numeri e non la competenza, e le scelte ricadono indistintamente su tutti.

