Assomil informa
I don Chisciotte de noantri

A seguito di alcune dichiarazioni sindacali discutibili, stanno circolando voci allarmistiche tra i forestali.

Non sappiamo da quali fonti siano state attinte le notizie riportate ma di certo sappiamo che ci sono molte inesattezze. Alcuni degli aspetti temuti si sono già verificati, mentre altri non sembrano avere fondamenti normativi.

Ricordiamo come la sigla “don Chisciotte” abbia firmato FESI e rinnovi contrattuali (dopo aver sottoscritto la proposta di eliminazione dell’indennità di alta montagna) che penalizzavano e continuano a penalizzare i forestali.

E non ci dimentichiamo il silenzio assordante in occasione del cambio di nomenclatura delle ex stazioni, oggi nuclei. Certo meglio di chi allora ci accusò di “terrorismo psicologico” per aver palesato i rischi di una scelta che mal celava tantissime insidie, puntualmente emerse nel tempo.

Stesso silenzio usato in occasione della chiusura delle infermerie presidiare insistenti nelle strutture forestali salvo poi, a distanza di anni, risvegliarsi dal comodo torpore per riallacciarsi alle doglianze che fornimmo con tanto di studi di settore.

Non ricordiamo richieste per aumentare gli organici della specialità forestale per tamponare le criticità odierne, da sempre lamentate solo da Asso.Mil., come non abbiamo memoria di comunicati a sostegno delle nostre rimostranze in occasione dei primi accorpamenti dei gruppi forestali (l’inizio di procedure poi messe a sistema) per recuperare dotazioni organiche da destinate altrove, cominciando un processo di riduzione degli organici forestali a favore di altre strutture.

Ma anche in occasione di soppressioni di altri uffici, addirittura aggirando le previsioni del D.Lgs. 177/2016 le uniche proteste sono state quelle di Asso.Mil., fatte ai tre ministri competenti a norma del citato D.Lgs..

In generale non ricordiamo prese di posizione, nemmeno blande, a favore dei forestali, salvo scimmiottare ogni tanto qualche iniziativa altrui magari seguita con lassismo senza le necessarie convinzioni.

Le nostre numerose vertenze e i nostri notiziari sono traccia nel tempo di quanto avvenuto, forse una rilettura dei nostri comunicati (in particolare il n. 23 del 2025), mai smentiti da nessuno, potrebbe far aprire gli occhi ai tanti creduloni che alimentano i don Chisciotte del momento.

Che oggi ci siano grossi dubbi sul futuro della specialità è un dato di fatto, soprattutto per le dichiarazioni che i vertici rilasciano in occasione di visite istituzionali.

La sensazione è quella di un’ amministrazione che vuole portare alla naturale scomparsa della specialità forestale in un processo di “anemizzazione” (definizione data in più occasioni da un CaSM del CUFA) che sembra prevedere la volontà di non reintegrare le fuoriuscite per convogliare altrove i “sopravvissuti”.

Nel nostro piccolo abbiamo sempre detto come stessero realmente i fatti, preannunciando quanto sarebbe accaduto e cercando di offrire anche soluzioni alternative, a volte interessando la politica, altre passando per le aule di tribunale. Da sempre abbiamo scelto di tutelare il personale evitando di basarci su promesse vuote o eventi di comodo, scegliendo azioni concrete e informazioni reali: promesse irrealizzabili, favori di bottega, tessere del supermercato, buoni sconto, tornei virtuali, scimmiottamenti di ogni genere, selfie, reel e molto altro li lasciamo ad altri e ai loro seguiti.

L’interesse odierno per i forestali puzza di strumentalizzazione per non meglio definiti scopi e permette anche ad altri navigati “don Chisciotte de noartri” di offrire rassicurazioni di circostanza, certo non suffragate da un passato contraddistinto da tutele per la specialità…TUTT’ALTRO!!!

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