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FESI 2026 – problemi acquisizione dati

Con il precedente comunicato abbiamo sottolineato gli aspetti positivi del FESI di quest’anno, evidenziando come ancora ci fossero ulteriori e necessari margini di miglioramento. E, manco a farlo apposta, sono subito piovute le lamentele per le problematiche derivanti dalle difficoltà per l’inserimento nel memoriale di alcune fattispecie riguardanti la specialità forestale. Abbiamo prontamente scritto al Comando Generale per segnalare quanto è stato colpevolmente dimenticato di verificare in maniera preventiva da tutti gli addetti ai lavori. Siamo fortemente convinti che i cambiamenti abbiano bisogno di periodi di transizione in cui qualcosa, gioco forza, “viene perso per strada”, ma certo una maggiore attenzione ridurrebbe i possibili problemi. Già accettare il cambio dei criteri di ripartizione a consuntivo non è cosa da poco, ma certo non possiamo tollerare la continua superficialità con cui i “professionisti” decidono dei soldi di tutti. Lo scorso anno abbiamo segnalato direttamente al ministro le tante lacune del FESI, fortunatamente corrette quest’anno: non vorremmo dover tornare a disturbare nuovamente il titolare della Difesa anche per problematiche di natura informatica.

FESI 2026 – criticità della ripartizione oraria

Non siamo mai stati d’accordo con il criterio di ripartizione delle risorse FESI basato sulle ore di servizio reso in quanto vengono comprese anche le prestazioni che già prevedono specifica remunerazione. Consentire agli straordinari di concorrere alla suddivisione del FESI pare alquanto penalizzante per chi non è in condizione di poterli svolgere sia per motivi di servizio (es. turnisti), sia per impegni di natura privata e familiare, sia per capacità e organizzazione che rendono inutile il prolungamento della prestazione lavorativa giornaliera. In quest’ultimo caso si verifica addirittura il controsenso di vedersi penalizzare per le proprie abilità. Convinti che i criteri oggettivi siano una garanzia di equità di trattamento, riteniamo che la soluzione con le minori sperequazioni sia una base di conteggio che preveda la giornata lavorativa, atteso che è già previsto il compenso per eventuali prolungamenti. Certo ci sarebbe da rivedere l’ammontare degli straordinari ma è una questione da trattare in altri tavoli…

Rinnovo contrattuale: nuove convocazioni

In questi giorni le sigle rappresentative del Comparto Sicurezza e Difesa sono state nuovamente convocate dal Governo, con tre tavoli separati, per le negoziazioni relative al contratto del triennio 2025/2027. Vedremo cosa uscirà da questo ulteriore incontro ma temiamo che molto, almeno da parte delle apcsm, sarà incentrato sulla volontà di far slittare tutto oltre ottobre, per il noto pericolo cancellazioni. Non ci meraviglierebbero prese di posizione in tal senso, seppur artificiosamente mascherate da chissà quale nuova “genialata” sulla pelle del personale. Non crediamo che il Governo possa riuscire ad aumentare adeguatamente le risorse, nemmeno con la prossima legge di bilancio e nemmeno con i proclami di alcune apcsm. Temiamo altresì che, in assenza di un coinvolgimento massiccio delle rappresentanze del personale (spicca, al momento, l’assenza dei sindacati delle forze di polizia ad ordinamento civile) alcune iniziative, pur lodevoli per decisionismo e intraprendenza, potrebbero addirittura sortire un effetto boomerang. Vorremmo tanto sbagliarci ma temiamo fortemente che un fronte sindacale così diversificato e diviso sia inevitabilmente destinato a fare da spalla involontaria al Governo in materia di rinnovi contrattuali.