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Rinnovo contrattuale

I lavori per il rinnovo contrattuale del Comparto Sicurezza e Difesa proseguono a ritmi tutt’altro che serrati e, visti i risultati, potrebbe anche non essere un male.
Desta sconcerto vedere reel in cui i “sindacalisti” si mostrano in occasione delle trattative, forse inconsci di ostentare chiaramente il fallimento di quanto sottoscritto nello scorso rinnovo contrattuale.
Barattare la firma in cambio delle classiche promesse da marinaio del Governo oltre ad aver scelto di operare una ripartizione delle risorse molto discutibile, oggi rivelano tutte le criticità che avevamo previsto.
La maggior parte degli appartenenti al Comparto, ovvero i ruoli più bassi, hanno avuto, anche grazie alla riforma fiscale, aumenti netti pressoché irrisori: i conguagli subiti e un confronto con le buste paga del passato lo dimostrano senza timore di smentite.
Non dimentichiamoci che in quasi dieci anni il potere di acquisto delle retribuzioni del Comparto si è ridotto di oltre il 20%, ragione per cui le trattative dovrebbero essere condotte con maggiore competenza da chi rappresenta il personale, anche cercando alternative sostenibili che non si riducano alla sola, stucchevole e sterile rivendicazione di aumento delle risorse economiche.
Invece diverse sigle non hanno saputo fare niente di meglio che chiedere la sospensione delle negoziazioni sino a settembre, probabilmente con il solo vero scopo di prendere tempo e superare lo scoglio del mese di ottobre, mese temuto per le disdette sindacali.
Chiedere di sospendere i lavori per cinque mesi nascondendosi dietro alla novella di dare tempo al governo di trovare altre risorse la dice lunga sulla (in)competenza di chi si è presentato al tavolo senza una reale strategia se non quella di cercare giustificazioni da propinare ai propri iscritti che, piano piano, sembrano iniziare ad aprire gli occhi.

FESI 2026

E mentre “proseguono” i lavori per il rinnovo contrattuale, vengono avanzate proposte per rivedere le modalità di ripartizione delle risorse del Fondo Efficienza di questo anno, lamentando iniquità verificatesi nell’ultima suddivisione.
Che lo scorso anno il FESI sia stato contraddistinto da criteri a dir poco opinabili lo abbiamo sempre sostenuto, arrivando a scrivere direttamente al Ministro Crosetto quale firmatario del relativo decreto ed oggi ci rincuora sapere che altre sigle non siano allineate alle ultime scelte. Dispiace riscontrare come alcune proposte avanzate riguardino direttamente gli interessi del segretario generale della sigla proponente che, con specifica argomentazione solo sui due punti che lo toccano, lamenta una fattispecie che riguarda pochi militari. Ci sarebbe piaciuto leggere argomentazioni dettagliate anche per altre questioni, oltre a sapere come dovrebbero essere recuperate le somme necessarie a sostegno delle proposte avanzate.
Ancora una volta il personalismo nell’attività sindacale sembra voler prevalere a danno degli interessi collettivi.
Vedremo con quali criteri quest’anno verranno ripartite le risorse e se ancora una volta verranno penalizzati i Forestali, con buona pace dei firmatari e dei forestali che li sostengono.